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	<description>Il Portale d&#039;Informazione atorno il tema Chimica e Farmaci</description>
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		<title>Materiali e tecnologie</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Aug 2011 11:15:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>penicillino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’edilizia è un campo che necessita continue sperimentazioni per raggiungere migliorie in grado di bilanciare al meglio il rapporto qualità-prezzo dei materiali e di avere un impatto minimo sull’ambiente. Ciò è possibile solo attraverso numerosi studi incentrati sia sui materiali sia sulle tecnologie di lavorazione; frequentemente, infatti, tecnologie tradizionali utilizzate in modo diverso o con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’edilizia è un campo che necessita continue sperimentazioni per raggiungere migliorie in grado di bilanciare al meglio il rapporto qualità-prezzo dei materiali e di avere un impatto minimo sull’ambiente. Ciò è possibile solo attraverso numerosi studi incentrati sia sui materiali sia sulle tecnologie di lavorazione; frequentemente, infatti, tecnologie tradizionali utilizzate in modo diverso o con materiali diversi permettono di raggiungere risultati inaspettati.</strong><span id="more-48"></span><br />
<br/><br/><br/></p>
<h2>Modernità e avanguardia</h2>
<p>Oltre ai materiali da costruzione tradizionali come cemento, calcestruzzo, legno, pietra, acciaio, e vetro c’è un’ampia gamma di nuovi materiali con caratteristiche prestazionali simili a essi se non migliori. Un esempio è costituito dalle case in cartone dell’architetto giapponese Shigeru Ban, le sue costruzioni sono composte di cartone riciclato ricoperto da cera naturale e sono quindi ecosostenibili. Un altro materiale d’avanguardia è il cemento trasparente che a differenza di quello tradizionale presenta all’interno della miscela frammenti di polimeri trasparenti, questo genera l’unione delle caratteristiche prestazionali del cemento classico alla trasparenza del materiale polimerico; questa peculiarità acquisita consente la trasmissione della luce attraverso il materiale e favorisce quindi il risparmio energetico. Degno di nota è anche l’ETFE, un polimero che grazie alle sue caratteristiche prestazionali, prime fra tutte la trasparenza e l’elevata resistenza, è usato in sostituzione del vetro e di altri materiali.</p>
<h2>Riuso innovativo</h2>
<p>Recentemente un’industria americana ha brevettato un nuovo materiale da costruzione il Tire Log riutilizzando, senza sottoporre a nessun trattamento, gli pneumatici. Bisogna sapere che gli pneumatici dismessi costituiscono un grave fardello ambientale poiché sia il loro incenerimento sia il degrado subito nelle discariche provoca l’emissione di sostanze molto tossiche, quindi questa nuova idea di riutilizzo degli pneumatici alleggerisce, in parte, il problema del loro abbandono nell’ambiente. In pratica lo pneumatico una volta dismesso viene tagliato lateralmente e i pezzi ricavati vengono ammassati insieme e ricoperti da fibra di vetro, se ne ricava così un materiale molto resistente e allo stesso tempo flessibile.</p>
<p>Foto: photoclicks &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Grandi multinazionali della chimica</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jul 2011 11:09:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>penicillino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il settore della chimica industriale è un settore molto vasto che occupa una posizione fondamentale nel processo di miglioramento della qualità della vita a livello mondiale. Ciò è possibile grazie alla produzione di beni, primari e secondari, di vario tipo che nel corso degli anni hanno contribuito all’evoluzione dello stile di vita mondiale. Senza la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il settore della chimica industriale è un settore molto vasto che occupa una posizione fondamentale nel processo di miglioramento della qualità della vita a livello mondiale. Ciò è possibile grazie alla produzione di beni, primari e secondari, di vario tipo che nel corso degli anni hanno contribuito all’evoluzione dello stile di vita mondiale. Senza la chimica industriale la vita com’è oggi probabilmente non si sarebbe potuta nemmeno immaginare.</strong><span id="more-38"></span><br />
<br/><br/><br/><br/></p>
<h2>Grandi multinazionali</h2>
<p>A livello mondiale le multinazionali principali dominanti in queste settore sono la BASF, compagnia tedesca frutto dell’unione di diverse industrie chimiche dopo la crisi economica del dopoguerra, la Dow Chemical Company, compagnia statunitense, e la Shell Chemicals, compagnia olandese tra le principali industrie produttrici nel settore petrolchimico; queste multinazionali occupano rispettivamente il primo, il secondo e il terzo posto nella classifica mondiale delle industrie chimiche. La BASF è nota, tra i tanti prodotti, per la produzione di un colorante vegetale, l’indaco, e per la messa a punto di un processo tecnologico finalizzato alla lettura e all’utilizzazione dei nastri magnetici. La Dow Chemical Company è tra le maggiori produttrici di polistirene a livello mondiale, è da ricordare, inoltre, che la Dow Chemical ha il controllo della INCA International s.p.a , una società importante a livello europeo in quanto è una delle maggiori produttrici di polietilene tereftalato del continente, materiale utilizzato nel settore dell’imballaggio delle bevande maggiormente noto come PET. La Shell Chemicals è responsabile del settore petrolchimico della Royal Dutch Shell un’impresa leader in ambito petrolifero, petrolchimico ed energetico. Nella classifica mondiale la Shell Chemicals è seguita, con uno scarto nella fatturazione annuale di meno di un miliardo di dollari, dalla Bayer AG, una multinazionale tedesca tra le più grandi in Germania e rinomata per essere tra le maggiori case farmaceutiche su scala mondiale: l’aspirina è uno dei suoi prodotti di spicco.</p>
<p>Immagine: Dmitry Sunagatov &#8211; Fotolia</p>
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		<title>L´industria chimica e la sua evoluzione</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 09:16:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>penicillino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’eccesso di domanda di prodotti chimici che perveniva nei laboratori dei chimici costrinse questi ultimi ad interagire con le industrie al fine di rispondere tempestivamente alle richieste del mercato, nacque così l’industria chimica. Origini dell&#8217;industria chimica Il boom di richieste e l’avvento della rivoluzione industriale diedero un forte impulso allo sviluppo del nascente settore della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’eccesso di domanda di prodotti chimici che perveniva nei laboratori dei chimici costrinse questi ultimi ad interagire con le industrie al fine di rispondere tempestivamente alle richieste del mercato, nacque così l’industria chimica.</strong><span id="more-27"></span></p>
<h2>Origini dell&#8217;industria chimica</h2>
<p>Il boom di richieste e l’avvento della rivoluzione industriale diedero un forte impulso allo sviluppo del nascente settore della chimica industriale. Il suo intervento consisteva, e consiste, nell’industrializzazione dei procedimenti utilizzati dai chimici nei laboratori in modo da controllare il processo di trasformazione delle sostanze primarie e fare sperimentazioni che di volta in volta generano prodotti eterogenei che concorrono a modificare e a migliorare la nostra vita. L’evoluzione dell’industria chimica è strettamente correlata allo sviluppo e al miglioramento delle conoscenze scientifiche che permettono una maggiore versatilità e flessibilità della stessa. Il settore che raggiunse per primo un elevato livello di sviluppo fu, a fine 800, il settore degli alcali che si intrecciava, con i suoi prodotti, ad altri settori.  Sono importanti da ricordare, in questo settore, le produzioni di soda tramite due processi, Leblanc e Solvay, di soda caustica e di acido solforico; prodotti che contribuirono ampiamente alla diffusione di un certo grado di benessere.</p>
<h2>La chimica organica</h2>
<p>Frutto delle ricerche di numerosi chimici, la chimica organica rese possibile la creazione di nuove sostanze  attraverso processi di sintesi che rivoluzionarono i diversi ambiti della vita quotidiana. Un esempio è dato dalla produzione dei coloranti sintetici resa possibile dalle scoperte del giovane Perkin. La Francia e l’Inghilterra erano le nazioni che detenevano il monopolio del settore dei coloranti mentre stava nascendo in Germania un’industria chimica molto avanzata affiancata da una scuola di chimici di nuova istituzione improntata su un metodo di studio sia teorico che pratico. In posizione antitetica all’industria tedesca si ponevano gli agglomerati industriali degli USA che miravano a rafforzare l’industria per raggiungere una posizione dominante sul mercato.  Un altro settore legato alla chimica organica è quello dell’industria farmaceutica; altri settori importanti sono quello degli esplosivi, 1840, e l’industria elettrochimica nata nel 1886 quando Héroult in Francia e Hall negli USA si servirono di un processo di elettrolisi per  produrre l’alluminio. Sempre negli USA lo stesso processo venne utilizzato da Castner per generare il sodio.</p>
<p>Foto: Uladzimir Bakunovich &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Personalità industria chimica in Italia</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jul 2011 16:34:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>penicillino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Industria chimica]]></category>
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		<description><![CDATA[La prima azienda chimica fondata in Italia fu l’Azienda Coloranti Nazionali e Affini (ACNA), tristemente nota non tanto per la sua attività produttiva quanto per l’inquinamento che, in settant’anni di attività (dal 1929 al 1999), ha compromesso gravemente acque e suoli di diverse zone di Liguria, Piemonte e Lombardia. L’industria chimica italiana e i suoi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La prima azienda chimica fondata in Italia fu l’Azienda Coloranti Nazionali e Affini (ACNA), tristemente nota non tanto per la sua attività produttiva quanto per l’inquinamento che, in settant’anni di attività (dal 1929 al 1999), ha compromesso gravemente acque e suoli di diverse zone di Liguria, Piemonte e Lombardia.</strong><span id="more-23"></span></p>
<h2>L’industria chimica italiana e i suoi fondatori</h2>
<p>Tuttora in attività è la Menarini Industrie Farmaceutiche Riunite, fondata a Napoli nel lontano 1886 che, al giorno d’oggi, rappresenta il primo gruppo farmaceutico in ambito italiano. Di quasi contemporanea fondazione è la Società Anonima delle Miniere di Montecatini, successivamente ribattezzata Montecatini e che confluì nel 1996 nel gruppo Edison. A Parma nel 1935 nacque per opera del farmacista Giacomo Chiesi l’azienda farmaceutica che ora è quotata in borsa con il nome di Chiesi Farmaceutici Spa. Il gruppo è attualmente uno dei principali protagonisti del settore farmaceutico italiano e internazionale. La nascita della Aziende Chimiche Riunite Angelini Francesco (ACRAF) si deve invece al carismatico farmacista ascolano Francesco Angelini che fondò l’azienda nel 1940, e che fu anche un importante uomo politico.</p>
<h2>Il dopoguerra e il boom economico</h2>
<p>Bisogna attendere i primi anni del secondo dopoguerra per assistere ad una fase di grande slancio del settore chimico in Italia. Nel 1953 venne creata dallo Stato italiano l’Ente Nazionale Idrocarburi (ENI), che inizialmente era un ente pubblico e solo una quarantina d’anni dopo, nel 1992, divenne una società per azioni. La nascita dell’ENI è legata a doppio filo con la storia di Enrico Mattei, carismatico imprenditore e dirigente che aveva come obiettivo la fondazione di una impresa che garantisse all’Italia una solida politica energetica a livello nazionale, libera dai vincoli e dai costi eccessivi legati all’approvvigionamento dall’estero. All’epoca infatti esisteva il cosiddetto “Oligopolio delle Sette Sorelle”, che teneva in scacco l’approvvigionamento energetico (soprattutto petrolifero) a livello mondiale. Per quasi dieci anni Mattei fu a capo dell’ENI, ed il suo operato lo rese un personaggio piuttosto scomodo dal momento che promuoveva interessi nazionali in aperto contrasto con le Sette Sorelle. Nel 1962 un incidente aereo, quasi certamente di origine dolosa, pose fine alla vita di Enrico Mattei.</p>
<p>image: Photograph Darren Baker &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Congressi di chimica in Italia</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jul 2011 11:23:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>penicillino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel mondo scientifico i congressi rappresentano un potente ed efficace mezzo per divulgare i risultati degli studi e le nuove scoperte. Il campo delle scienze chimiche, ovviamente, non fa eccezione e sul territorio italiano sono numerosi i congressi che ogni anno vengono organizzati e che vedono la partecipazione di migliaia fra ricercatori universitari, professionisti, medici, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nel mondo scientifico i congressi rappresentano un potente ed efficace mezzo per divulgare i risultati degli studi e le nuove scoperte. Il campo delle scienze chimiche, ovviamente, non fa eccezione e sul territorio italiano sono numerosi i congressi che ogni anno vengono organizzati e che vedono la partecipazione di migliaia fra ricercatori universitari, professionisti, medici, dottorandi, specializzandi e molte altre figure legate al mondo della chimica.</strong><span id="more-20"></span><br />
<br/><br/><br/><br/></p>
<h2>I congressi di chimica in Italia</h2>
<p>La Società Chimica Italiana (SCI), ad esempio, riunisce professionisti, ricercatori e docenti universitari allo scopo di diffondere la scienza chimica e le sue numerose applicazioni. Ogni anno la SCI organizza il Congresso Nazionale della Società Chimica Italiana, che nel 2011 è giunto alla sua ventiquattresima edizione. Un altro appuntamento molto importante è il Congresso Nazionale di Chimica Fisica, organizzato sempre dalla SCI, oppure il Congresso Nazionale dei dottori Chimici d’Italia. Il 2011 è stato eletto a livello internazionale come “Anno Internazionale della Chimica”, perciò sono numerose le iniziative sia a livello nazionale che mondiale volte alla diffusione della cultura e della scienza chimica.</p>
<h2>L’organizzazione e la logistica dei congressi</h2>
<p>Solitamente l’organizzazione dei meeting viene affidata ad imprese specializzate in eventi e manifestazioni in grado di curare tutti gli aspetti riguardanti sedi congressuali, strutture alberghiere, servizio di catering, materiali informativi, supporti cartacei e digitali, logistica e trasporti. I congressi vengono organizzati in strutture la cui capacità sia commisurata al numero di partecipanti attesi, che può andare da poche centinaia di persone sino a diverse migliaia. In questo caso gli aspetti logistici sono di primaria importanza, dal momento che molti dei congressisti giungono nella città sede dell’evento con mezzi pubblici come ad esempio treno, aereo o autobus. In questo caso è fondamentale offrire un servizio di trasporto da alberghi ed hotel sino alle sedi congressuali, affittando ad esempio autobus o minibus presso un autonoleggio. Questo servizio di autonoleggio è indispensabile qualora nell’ambito dei congressi venissero anche organizzate escursioni o gite. Una ulteriore soluzione logistica è quella di offrire ai partecipanti al meeting la possibilità di affittare mezzi di trasporto a tariffe convenzionate, affidandosi a società di autonoleggio della zona.</p>
<p>foto: Alexander Raths &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Storia e fondatori della scienza chimica</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 15:57:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>penicillino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo studio della materia risale a tempi remoti: basti pensare che già i filosofi dell’antica Grecia, come ad esempio Leucippo e Democrito che vissero a cavallo fra il IV e V secolo a.C., avevano formulato le prime teorie riguardanti gli atomi. I fondatori della scienza chimica Soprattutto in epoca medievale gli studi sulla materia, sotto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Lo studio della materia risale a tempi remoti: basti pensare che già i filosofi dell’antica Grecia, come ad esempio Leucippo e Democrito che vissero a cavallo fra il IV e V secolo a.C., avevano formulato le prime teorie riguardanti gli atomi.</strong><span id="more-17"></span></p>
<h2>I fondatori della scienza chimica</h2>
<p>Soprattutto in epoca medievale gli studi sulla materia, sotto gli influssi di importanti culture come quella egiziana ed araba, presero i connotati dell’alchimia. L’alchimia era una sorta di mescolanza fra misticismo, religione, astrologia, fisica e molte altre discipline, ma non poteva essere certo considerata come una scienza.<br />
Affinchè si possa parlare di “scienza chimica” bisogna infatti attendere l’avvento dell’Illuminismo, un movimento culturale che prese avvio nel diciassettesimo secolo. È proprio in questo periodo che nacquero le scienze sperimentali, basate sul metodo scientifico e sulla visione razionale del mondo, abbandonando perciò le credenze e le superstizioni legate all’alchimia. Fra i più importanti scienziati responsabili di questo processo di svecchiamento fu l’inglese Robert Boyle che, nella sua opera del 1661 “The Sceptical Chymist” (Il Chimico Scettico) descrisse la chimica come una vera e propria scienza, basata su esperimenti ed evidenze scientifiche.</p>
<h2>La teoria atomica</h2>
<p>Lo studio della materia nella sua frazione più minuscola, l’atomo, affascinò da sempre gli scienziati, ma venne ripresa e trattata da un punto di vista scientifico solo nel diciannovesimo secolo. Sulla base degli scritti di Democrito l’inglese John Dalton nel 1808 formulò la teoria atomica moderna, esponendola nel suo libro “A New System of Chemical Philosophy”. Questo scritto rappresentò un vero e proprio caposaldo per gli studi che seguirono, dal momento che affermava che la materia è costituita da atomi, particelle elementari indivisibili. Secondo lo scienziato non era possibile né creare né distruggere queste particelle, e nemmeno convertirle in atomi differenti: ogni elemento chimico possiede atomi unici e diversi da quelli degli altri elementi.<br />
Negli anni seguenti la teoria atomica venne ulteriormente approfondita e migliorata, sino ad arrivare alle eccezionali scoperte in campo nucleare avvenute nel ventesimo secolo; gli studi di Dalton rappresentano tuttora una base importante perché una grande dimostrazione delle potenzialità di un approccio di tipo scientifico.</p>
<p>image: Clemens-Raphael Dethlefsen &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Progressi della chimica ultimo secolo</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Jun 2011 15:46:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>penicillino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La chimica, intesa come materia sperimentale, ha una lunga storia che risale al diciassettesimo secolo. Durante questo periodo infatti si affermò una generazione di scienziati che, attraverso il metodo scientifico, iniziò a far luce sulle origini della materia, sul suo comportamento e sulle sue reazioni. I progressi della chimica nella storia Questa visione illuministica portò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La chimica, intesa come materia sperimentale, ha una lunga storia che risale al diciassettesimo secolo. Durante questo periodo infatti si affermò una generazione di scienziati che, attraverso il metodo scientifico, iniziò a far luce sulle origini della materia, sul suo comportamento e sulle sue reazioni.</strong><span id="more-14"></span></p>
<h2>I progressi della chimica nella storia</h2>
<p>Questa visione illuministica portò a grandissime scoperte, come ad esempio gli studi di Lavoisier sui gas oppure la tavola periodica di Mendeleev, archiviando definitivamente il concetto che la chimica fosse solo un’espressione alchimistica e legata al mondo del misticismo. Gli studi e le scoperte proseguirono fino ad arrivare ai grandi progressi del secolo scorso: uno su tutti, la formulazione della teoria atomica. Risalgono al ventesimo secolo anche scoperte fondamentali in campo biochimico come ad esempio la definizione della struttura del DNA, che avvenne grazie agli studi dei premi nobel Crick e Watson, oppure le grandi scoperte riguardante i polimeri. Fra le nuove branche della chimica quella supramolecolare è probabilmente quella in maggiore espansione, insieme alla chimica computazionale ed a quella combinatoria.</p>
<h2>La chimica “verde”</h2>
<p>Nonostante nell’immaginario collettivo il termine “chimica” sia solitamente associato con inquinamento, prodotti tossici o contaminanti, in realtà alcune branche di questa scienza sono attive proprio per migliorare le condizioni dell’ambiente naturale. Negli ultimi anni si è assistito ad un vero e proprio progresso delle scienze chimiche applicate agli ecosistemi ed alla natura, come ad esempio la messa a punto ed il perfezionamento delle analisi sulle matrici ambientali come acqua, aria o suolo. La “chimica verde”, in particolare, è una branca della chimica che ha come obiettivo la trasformazione delle vecchie, obsolete ed inquinanti tecnologie in processi più ecocompatibili e rispettosi dell’ambiente. È questo ad esempio il caso di numerosi studi nel campo della chimica dei materiali volti alla ricerca di procedimenti produttivi innovativi che, partendo da materie rinnovabili e biologiche, consentano di produrre nuove materie plastiche biodegradabili in sostituzione a quelle derivanti dal petrolio. Il petrolio, infatti, è una risorsa non rinnovabile ed in progressivo esaurimento, pertanto la ricerca di alternative non solo energetiche, ma anche chimiche, rappresenta una priorità del mondo della ricerca.</p>
<p>image: paolo toscani &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Prodotti farmaceutici più significativi degli ultimi 5 anni</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 17:30:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>penicillino</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Epatite A]]></category>
		<category><![CDATA[Epatite B]]></category>
		<category><![CDATA[Epatite C]]></category>
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		<category><![CDATA[Hepatitis C Virus]]></category>
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		<description><![CDATA[L’epatite è una patologia che coinvolge il fegato, e può essere dovuta a diverse cause: alcol, virus o abuso di farmaci. I farmaci per l’epatite Quella di tipo “A” è una malattia che non prevede la somministrazione di farmaci specifici, poiché il suo decorso è solitamente benigno e fondamentalmente consiste nell’attendere che l’organismo reagisca guarendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’epatite è una patologia che coinvolge il fegato, e può essere dovuta a diverse cause: alcol, virus o abuso di farmaci.</strong><span id="more-10"></span></p>
<h2>I farmaci per l’epatite</h2>
<p>Quella di tipo “A” è una malattia che non prevede la somministrazione di farmaci specifici, poiché il suo decorso è solitamente benigno e fondamentalmente consiste nell’attendere che l’organismo reagisca guarendo da solo. Per l’epatite virale “B” è necessario sottoporsi ad una serie di vaccinazioni, che normalmente vengono somministrate già a partire dai primi mesi di vita e che nel tempo prevedono una serie di richiami. Grazie alle massicce campagne di vaccinazione ormai questa malattia si manifesta sempre più raramente, ed il caso di contagi fra i bambini è praticamente nullo.<br />
L’epatite “C” è una grave malattia virale causata dall’Hepatitis C Virus (HCV), che attacca il fegato e ne compromette la funzionalità. Spesso questa malattia è asintomatica, pertanto viene diagnosticata solo quando ormai si trova in uno stadio avanzato ed irreversibile. I farmaci utilizzati per la cura sono in grado di bloccare l’infezione cronica causata dall’HCV, impedendo che questa possa degenerare in cirrosi ed altre manifestazioni ancora più gravi. La terapia si basa sulla combinazione dell’interferone, una classe di proteine che inibisce la replicazione dei virus, con la ribavirina, un principio attivo in grado di combattere i virus.</p>
<h2>Una nuova cura per l’epatite C?</h2>
<p>Riguardo alle terapie utilizzate per la cura di questa malattia, secondo recenti scoperte mediche i farmaci potranno in futuro basarsi su nuovi e più efficaci meccanismi di azione. Risale infatti alla primavera 2011 la notizia dell’identificazione di due particolari enzimi in grado di favorire l’ingresso del virus responsabile della malattia nelle cellule dell’organismo: grazie a questa importante scoperta, i farmaci antivirali prodotti in futuro potranno basarsi su molecole più efficaci. Lo studio, pubblicato dalla rivista di caratura internazionale Nature Medicine, ha riguardato test su animali da laboratorio; il passo successivo è rappresentato dallo svolgimento, a breve, di sperimentazioni su pazienti che già hanno contratto l’infezione virale. Una nuova speranza, dunque, per la cura di questa grave infezione che ogni anno colpisce nel mondo milioni di persone.</p>
<p>image: Dmitry Naumov &#8211; Fotolia.com</p>
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